Moreno Argentin: “Il ciclismo italiano ha bisogno di trasparenza e unità”

Moreno Argentin dice la sua sulla situazione attuale del ciclismo italiano, riflettendo soprattutto sul modello economico attuale. In rotta con Federazione e Lega Ciclismo, il 65enne veneto commenta con il suo personale punto di vista che lo vede scontrarsi ormai con gran parte dell’establishment e della classe dirigente, coinvolgendo anche RCS Sport e senza mancare di lanciare alcune stoccate ad alcuni suoi colleghi, pur senza citarne nessuno in maniera diretta. L’iridato di Colorado Springs 1986, nonché vincitore di sei Monumento (fra cui quattro Liegi-Bastogne-Liegi) e 13 tappe al Giro d’Italia, propone dunque la sua soggettiva ricetta in questo inizio di nuovo anno, offrendo alcuni spunti (non sempre di semplice realizzazione ma forse neanche concezione). Vi proponiamo dunque qui di seguito l’intervento integrale dell’ex organizzatore della Adriatica Ionica Race, corsa che dal 2023 non si svolge a causa di problemi organizzativi:

“Ci metto la faccia perché il silenzio è complice. Le risorse pubbliche devono servire il movimento, non per l’immagine dei singoli o gli interessi di pochi. Leggete l’analisi completa e fatemi sapere cosa ne pensate.
👉 Quello che sto per scrivervi è ciò che molti pensano ma pochi hanno il coraggio di dire apertamente. Oggi il ciclismo italiano è ostaggio di interessi privati che nulla hanno a che fare con la crescita del nostro sport.
👉 La “Maschera” della Lega e il ruolo dell’On. Roberto Pella Dopo 16 mesi di presidenza a capo della Lega Ciclismo del Professionistico (LCP), il bilancio è deludente. Vediamo una struttura che sembra la fotocopia della Federazione, fatta di commissioni e burocrazia, ma priva di reale potere legislativo o di riconoscimento internazionale UCI. In alcune commissione, ma anche in qualche carica, sono stati inseriti anche nomi e ruoli illustri di ex campioni che si comportano come dei cortigiani di corte in cambio visibilità, scaldano la sedia senza incidere su nulla, non agiscono per amore del movimento ma per trarre qualche vantaggio personale. Continuano a mettere una stampella e dare legittimità ad RCS, diventando suoi complici. RCS è un’ azienda privata che fa utili sfruttando le potenzialità del movimento.
👉 L’On. Pella si presenta come il presidente più “auto-pubblicizzato” della storia: non c’è comunicato o video in cui non si auto-celebri. Ma dietro questa facciata di fumo, la sostanza manca. Di nuovo ha solo organizzato una gara insignificante al suo paese, spero non utilizzando il denaro ottenuto dalla legge di bilancio 2025.
👉 Gestione di facciata: Si spendono soldi pubblici per “hospitality” e archi d’arrivo a Led per ospitare gli amici della politica, invece di risolvere i problemi reali del movimento.
👉 l’On. Pella lobbista per conto di RCS in parlamento, forte dei 7 milioni di euro ottenuti nella legge di bilancio, la Lega del ciclismo professionistico, svolge attività che non le competono, spesso scontrandosi con la stessa Federazione. Con il denaro pubblico fa politica sportiva destabilizzando il movimento, lancia la palla in avanti per ubbidire a chi comanda il movimento. Si è inventato il ” Trofeo delle Regioni ” per consumare il denaro pubblico, coinvolge suoi colleghi rispettando il ” manuale Cencelli “, presenta l’evento nelle strutture della camera alla presenza del Presidente Fontana e di alcuni ministri, la Gazzetta delle Sport gli dedica pagine, che hanno la somiglianza, visti i contenuti, di redazionali a pagamento. Mi sono fatto l’idea che quando saranno terminati i soldi pubblici, finirà anche la festa per l’on. Pella e tutti i suoi amici politici. Ma del ciclismo cosa ne sarà ?.
👉 Il cedimento di Cordiano Dagnoni: una Federazione in ginocchio L’anomalia più grave riguarda il vertice della Federazione Ciclistica Italiana. Il Presidente Cordiano Dagnoni ha deciso di “piegare la schiena”, agendo per interesse personale e non per il bene del movimento. Dopo le denunce penali e gli attacchi giornalistici apparsi sulla Gazzetta dello Sport e sul Corriere della Sera relativi alle “provvigioni irlandesi”, Dagnoni ha ceduto ai ricatti. Pur di far cessare la pressione mediatica, ha consegnato a RCS la gestione di settori vitali come il Giro d’Italia Donne e il Giro d’Italia Next Gen attraverso bandi costruiti ad hoc. Una scelta che segna la fine dell’autonomia federale a favore di un monopolio privato. Il ciclismo sta perdendo tesserati ,lo certifica il bilancio consuntivo 2024, approvato dal Coni, e pubblicato on line solo prima di Natale. Su questo tema dedicheremo del tempo per una analisi più avanti.
👉 Il problema dei diritti TV e della RAI: il ciclismo non può permettersi di essere diviso tra bande, mentre nel calcio la Legge Melandri garantisce una vendita centralizzata, nel ciclismo RCS continua a trattare i sui diritti per conto suo, penalizzando le gare più piccole e tutto il movimento. A questo si aggiunge una RAI, detentrice dei diritti di alcune gare italiane grazie ai padrini politici. La Rai agisce senza criteri trasparenti, producendo gare che spesso restano invisibili all’estero o vengono trasmesse solo in differita a tarda notte, sprecando denaro pubblico. Nel 2025 il gran premio di Larciano fu prodotto dalla Rai con una produzione live del costo di 100 mila euro, questa corsa nonostante fosse nel pacchetto dei diritti acquisiti dalla rai, non ha trovato posto nei palinsesti Rai in diretta, l’abbiamo vista alle 22 in formato ridotto. Nessuno si lamenta per paura di ritorsioni ma anche perchè il denaro è di pantalone.
👉 Le mie soluzioni per un nuovo rinascimento serve una rivoluzione per non tornare all’età della pietra appena finiranno i fondi pubblici:
👉 1) Legge Melandri per il Ciclismo va aggiornata: Introdurre la contrattazione collettiva obbligatoria di tutti i diritti TV (compresi quelli RCS) per una distribuzione equa e meritocratica delle risorse.
👉 2) Pacchetto Unico di Produzione: Gestire produzione e distribuzione internazionale, comprese le gare di RCS, in un unico blocco per attirare veri sponsor e garantire qualità a tutte le corse italiane.
👉 3) Contrattazione Collettiva delle Squadre: Avviare una trattativa unitaria per l’ingaggio delle squadre World Tour e Professional, garantendo una partecipazione di alto livello qualitativo a tutte le gare del nostro calendario.
👉 4) Unità del Movimento: La filiera deve restare unita e ogni settore deve fare la sua parte. Se il ciclismo rimane in mano a delle “bande”, la discesa verso il declino è già iniziata e sarà inesorabile.
👉 Il ciclismo è fatica e trasparenza. È ora che anche chi lo gestisce impari questi valori. Solo così il ciclismo potrà avere un futuro, l’On. Pella se ha a cuore questo, visto le sue influenze politiche potrebbe occuparsene.

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